Ogni personaggio è una voce narrante, l’esempio di Anita Nair

 

I libri più interessanti sono quelli che riescono ad aprire prospettive di vita,  che nascono, probabilmente, dal reale bisogno dell’autore di esprimere qualcosa per cui la scrittura di un libro è solo secondaria a questo fine. Interrogativi per evadere una realtà che ci sta stretta, che esplora la strada giusta capace di farci stare bene. L’ultimo libro che ho letto: Cuccette per signora di Anita Nair è sintesi efficace di questo pensiero. La protagonista incomincia un viaggio con una meta casuale, abbracciando l’idea metaforica del viaggio come libertà  e si riscopre in uno spazio ristretto e intimo come quello della cuccetta del treno che può rappresentare la coscienza.  Attraverso l’intreccio del racconto di diverse vite snocciola importanti interrogativi esistenziali. Ogni donna diventa l’immagine di un modo di intendere la sua femminilità e il ruolo sociale come si evidenzia in questa citazione:

Tutte quelle donne, pensò, tutte quelle donne – Janaki, Sheela e persino Margaret, che inalbera la propria autosufficienza come un’aureola – stanno cercando di dare un senso alla loro vita parlandone. E io che pensavo di essere l’unica a tentare di definire la mia vita. Hanno bisogno di giustificare i propri fallimenti tanto quanto me. E, scrutando il tessuto delle vite altrui, cercandovi all’interno un filo simile, che in qualche modo unisca le nostre vite, stiamo tentando di sentirci meno in colpa per ciò che siamo e per quello che siamo diventate.”

Forse perché la protagonista si muove nella società indiana attuale, spettatrice di enormi cambiamenti socio-culturali, i temi affrontati trepidano di autenticità, più di quanto non accada in società come la nostra in cui si crede che certe condizioni esistenziali non abbiano nulla da dirci poiché le conquiste sociali ci hanno messo al riparo da derive esistenziali inerenti al gioco dei ruoli uomo-donna.

Nel romanzo ,sapientemente costruito, la trama usa le voci narranti delle donne per  offrire in maniera ordinata lo spiegarsi dei diversi interrogativi ricomposti nella figura di Akhila. Il filo conduttore non si lega tanto alla vita di ognuna di queste donne quanto al carico di interrogativi che ognuna di loro si pone.

Un esempio in cui la scrittura diventa ricerca di senso e di identità.

 
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