La metafora come allenamento al pensiero critico

 

L’esperienza è un patrimonio che va condiviso, meditato, elaborato e proposto agli altri, il mio nuovo libro dal titolo la Metafora come allenamento al pensiero critico nella letteratura delle competenze, nasce da questo desiderio.

La poesia può essere considerata come un esercizio del pensiero attraverso un uso creativo del linguaggio. Poche attività umane possiedono l’implicita libertà di trasformare il linguaggio, di piegarlo alle proprie esigenze espressive per farne una rinnovata fonte di senso. Similmente ad ogni altra espressione narrativa la poesia indaga la realtà filtrandola attraverso l’esperienza interiore, amplia l’universo del senso, ricostruisce orizzonti perduti o ne crea di nuovi, dona l’immedesimazione e il rispecchiamento sociale e individuale, allena il pensiero critico. Il poeta ha la capacità,come affermava il poeta greco Ghiannis Ritsos, di restituire verginità alle parole.

Questo esercizio alla libertà delle parole non è tuttavia arbitrario, se l’insegnamento o meglio la pratica della poesia a scuola mira a riattivare la capacità critica alla base del pensiero poetante,essa non può prescindere dalla conoscenza delle regole codificate della lingue dagli strumenti linguistici utilizzati dal poeta. Tuttavia occorre avere una visione più ampia a livello linguistico che non propone esclusivamente lo studio già codificato e l’analisi critica compiuta da altri. La poesia deve essere non solo analizzata secondo gli schemi proposti dalle storie delle letterature, ma deve poter essere smontata e ricostruita in molteplici direzioni per appropriarsi della sua pluralità di senso, della sua ricchezza di parole, della sua capacità di raccontare il mondo e di esprimerlo. La povertà del lessico si traduce infatti in povertà dell’intelligenza in doloroso soffocamento delle emozioni.

L’uso degli strumenti elettronici e del modello di comunicazione che essi veicolano, tende al ridimensionamento della lingua, al suo progressivo impoverimento, la sintesi delle parole: la sintesi della comunicazione,che non si traducono solo in una scrittura scorretta ma altresì in un impoverimento del pensiero; riducendo le parole riduco le emozioni, nego la mia capacità di conoscere il mondo, di rinnovarne il senso al di là di generici schemi precostituiti.

Non ci dobbiamo lasciare dominare dal linguaggio, la lingua materna è la nostra culla, il luogo nel quale siamo stati accolti ed avvicinati alla comprensione del mondo, ma dobbiamo conoscerla intimamente; i ragazzi devono avere la capacità di comprendere che il linguaggio non proviene solo dall’esterno ma è qualcosa che si annida dentro di loro, che dalla loro intimità può prendere vita e leggendo, studiando, scrivendo, in vari modi essi possono foggiarlo e di conseguenza comprendere e ampliare il mondo. Gli allievi prima ancora di cominciare a studiare la poesia dovrebbero intuire che essa è solo una manifestazione esterna di ciò che ogni uomo vive nell’intimità della sua coscienza, e in quell’intimità, in quella profondità, c’è una somiglianza emotiva che conduce un avvicinamento tra il lettore e il poeta che supera le distanze dei secoli e dei luoghi geografici. Occorre tenere presente infine che ogni poesia, è per sua natura retorica, la retorica accende e motiva il discorso poetico, gli infonde il suo valore epifanico, la sua capacità di procedere per illuminazioni improvvise ed inattese, di trasformare la comunicazione diretta ed immediata in una comprensione più istintiva ed arcaica e a suo modo razionale. Tra le diverse figure retoriche la più conforme alla finalità e alla strategia del linguaggio poetico è la metafora, ed è su di essa che il presente lavoro concentra la sua attenzione: la metafora con la sua capacità di attivare processi mentali complessi, la sua polisemia di significato, la sua trasversalità rispetto ai diversi usi del linguaggio. La metafora di invenzione usata dai poeti come fonte sorgiva di capacità interpretativa,viene proposta agli allievi in diverse vesti linguistiche: poetica, musicale, giornalistica, pubblicitaria, cogliendone le differenze e le specifiche modalità di funzionamento. Si stimolano in tal modo processi virtuosi di interpretazione personale dei testi, della realtà intorno a loro e in ultima analisi di se stessi. Solo in un’ottica dell’insegnamento della letterature per competenze si può mirare a raggiungere questo risultato.

Queste riflessioni si rivolgono non solo agli insegnanti quindi ma anche a chi ama scrivere o semplicemente provare a guardare in maniera sempre nuova il mondo.

A chi fosse interessato propongo l’acquisto del mio e-book al seguente link

 

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[1] Intesa come comprensione, interpretazione e valutazione del testo scritto, la competenza di lettura indagata da INVALSI dalla primaria al primo biennio della secondaria di secondo grado si articola nei seguenti aspetti (cfr. Quadro di riferimento, INVALSI, 2015).

i)                    Individuare informazioni date nel testo.

ii)                   Formulare semplici inferenze.

iii)                 Elaborare una comprensione globale del testo.

iv)                 Sviluppare un’interpretazione, integrando informazioni e concetti presentati in diverse parti del testo.

v)                  Valutare il contenuto del testo, la lingua e gli elementi testuali.

 

 

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