Il suono delle parole
La poesia, più della prosa, valorizza gli effetti ritmici e musicali: le figure retoriche del suono (le rime, le allitterazioni, le consonanze, le assonanze, le onomatopee ecc.), il numero delle sillabe, gli accenti e le cesure del verso, sono utilizzati per raggiungre l’effetto sonoro . E proprio nella poesia, quindi, che si può rilevare con più immediatezza l’effetto sonoro di ogni singola parola, il suo timbro. Il timbro della parola è , infatti, il colore del suono della parola stessa che dipende dalla diversa quantità di vocali e consonanti che la compongono. Ogni fonema ha un suo timbro specifico che rinvia o suscita sensazioni specifiche.
Così, ad esempio,
- le vocali a ed e, sono aperte, ariose, luminose, suggeriscono immagini gioiose, serene
- la vocale i è acuta e magra, di conseguenza parole come pioppi , cirri suggeriscono l’idea di sottigliezza mentre parole come gridi, tintinnio, hanno un timbro acuto e suggersicono immagini squillanti che rompono il silenzio.
-le vocali o ed u sono cupe, pertanto, parole come dolore, mostro, ululutao, upupa hanno un timbro cupo, chiuso, e suggeriscono immagini tristi, inquiete, tenebrose.
- la consonante r è sonora , perciò parole come ridere, rana, terra danno l’idea della sonorità, della gioiosità. Anche se, i fonemi, nelle parole si compongono in modo diverso, unendosi ad altri fonemi, così parole piene di t di r e di c esprimono un suono duro come la parola carpentiere.
-la c e la g hanno suoni striduli e gutturali , così ad esempio la parola gracchiare.
- le consonanti v ed f sono fruscianti, pertanto , parole come farfalla, soffio, volo, favola suggeriscono immagini di leggerezza, di dolcezza, di tenerezza
-le consonanti t e p sono secche, dure, pesanti, di conseguenza parole come tappo, troppo, toppa danno l’idea della fatica, della pesantezza.
- la consonante l suggerisce l’idea della fluidità della, scioltezza, della velocità come i fonemi zz ed ss doppiati
- gruppi consonantici come str, scr, gr ricordano rumori forti, stridenti come strepito, scroscio e suggeriscono sensazioni di fastidio, e sono anche suoni lenti.
Attraverso queste brevi considerazioni è posibile analizzare, osservare, il timbro delle parole che costituiscono i componimenti poetici, e ricreare l’atmosfera, i colori, le sensazioni che questi suscitano.
Prendiamo come esempio la poesia Lo scricciolo di Corrado Govoni:
Su e giù va e viene sempre inquieto,
fruga e becca tra gli spini:
qua un seme, là una goccia ed una foglia
senza che di mangiar abbia gran voglia,
senza sapere se voli o se cammini.
Somiglia alle ragazze più vivaci:
le tieni ferme solo con i baci.
Nel testo prevalgono le vocali a ed e, che con il loro timbro aperto rinviano ad immagini serene, gioiose e le vocali i che con il loro suono acuto sembrano trasmettere il verso stesso dello scricciolo, ( del resto, se si analizza il disporsi delle lettere nella parola scricciolo, si noterà il ripetersi di questa i acuta accompagnata dal suono stridulo della c, anch’esso un suono forte che allontana dall’idea del silenzio come pure il gruppo consonantico scr a inizio parola).
Ma le i richiamano anche l’idea della snellezza, dell’agilità, della velocità come le consonanti v che rimandano all’aggettivo vivaci riferito alle ragazze , secondo termine di paragone della similitudine. che rappresenta il tema della poesia.
Nessun commento »
RSS feed for comments on this post. TrackBack URL


