Intervista a Roberto Tartaglia

 

Roberto Tartaglia, autore di Casus belli

Per ottenere una copia del romanzo in PDF (disponibile solo fino a Dicembre) basta iscriversi alla newsletter dell’autore su questa pagina: www.robertotartaglia.com.

 Roberto Tartaglia ha creato anche un progetto online, il primo in assoluto, che intende aiutare tutti gli autori emergenti che vogliono affidarsi al self publishing per intraprendere la loro carriera di scrittori. Il nome del progetto parla da sé: “Vivere di scrittura”. È possibile usufruire gratuitamente del servizio visitando la pagina Facebook dell’iniziativa: http://www.facebook.com/viverediscrittura.

Che cosa è cambiato nella tua vita dopo la pubblicazione del tuo libro? Cosa ti ha donato questa esperienza?

Posso dire con certezza che è cambiato il mio modo di vedere le cose. Tutte. Mi sono reso conto che, se ci credi, ogni cosa è realizzabile. Il problema, con progetti di questo tipo, è che devi imparare a credere nell’irrealizzabile. Ma, se ci riesci, hai realizzato già metà dell’opera. Questo è stato, sicuramente il cambiamento più importante nella mia vita.
2) C’è sempre una prima volta, un inizio che si perde nella memoria, che cosa ti ha spinto a pubblicare?
La voglia di far leggere il mio romanzo. Forse un eccesso di vanità, forse la voglia di ricevere critiche e commenti. Non lo so, so solo che avevo (e ho tuttora) una voglia matta di far leggere il mio romanzo. Poi sono stato spinto con molta forza anche dalle delusioni. Avevo contattato una miriade di case editrici tradizionali e avevo inviato l’opera a diversi concorsi. Niente di niente. Avevo sudato tanto per creare un romanzo che nessuno voleva leggere. Ma, non appena sono uscito dal circolo vizioso delle spedizioni e delle attese (inutili), ho scoperto un nuovo mondo. Un mondo fatto di persone che non vedevano l’ora di leggere “Casus belli”. Ecco cosa mi ha spinto.
3) Che differenza credi ci sia tra l’autopubblicazione e la pubblicazione con case editrici?
La libertà. questa è la vera differenza. Le case editrici ti costringono a contratti restrittivi, ad attese lunghe e inutili, a miseri ricompensi, a diktat editoriali. Il self publishing no. Per pubblicare basta fare l’upload di testo e copertina, non ci sono contratti, decidi tu il prezzo del libro e quanto guadagnarci, hai piena libertà decisionale. Il self publishing, secondo me, è il futuro. L’editoria sta già vivendo un periodo di forte crisi e il futuro è alle porte.
4) Cosa hai fatto personalmente per pubblicizzare il tuo libro?
In principio ho sbagliato, andando in giro urlando “ho scritto un libro, guarda che figo, leggilo!”. E nessuno mi calcolava. Poi ho rivisto il mio metodo e ho puntato sul passaparola. Niente presentazioni, niente TV, niente giornali, niente radio. Solo Web. Web e passaparola tra amici e nelle università. Insomma, sono andato dai miei potenziali lettori e ho fatto capire loro chi sono e cosa ho scritto. Li ho conquistati con il cuore, non con facili promesse o inganni. E tuttora mi comporto così, per così sono fatto.
5) Quali consiglio daresti a chi sta per la prima volta affrontando il suo pubblico durante una presentazione per superare il blocco della parola?
Direi: credi in te stesso. Qualsiasi cosa tu dica o faccia, sii sicuro di te. Accetta le critiche e usale come strumento per migliorare. Sappi che, qualsiasi cosa dirai o farai, ci sarà sempre qualcuno pronto a parlar male di te o a dirti che hai torto. Sei sicuro di ciò che fai e di ciò che dic, non avrai timore di nessuno.
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