intervista a Fabio Lentini

 

Pioniere della libera letteratura in rete, ne ha saputo cogliere le potenzialità, l’evoluzione, le forme di comunicazione, sul suo sito sono presenti alcuni racconti online, tradotti in diverse lingue: http://www.fabiolentini.it/homepage.htm

1) Che cosa è cambiato nella tua vita dopo la pubblicazione del tuo
libro?
Cosa ti ha donato questa esperienza?

R: La pubblicazione del libro cartaceo, per me che nasco scrittore “in
rete” (il mio sito www.fabiolentini.it è on line da quasi un decennio), ha
segnato una tappa importante nel mio percorso letterario, un punto di svolta
verso forme comunicative che, con la recente pubblicazione elettronica, hanno
raggiunto un nuovo obiettivo. Ad oggi infatti sono uno dei pochi
scrittori italiani ad annoverare un proprio e-book tra le fila di Amazon, un
traguardo che considero la naturale evoluzione della pubblicazione a stampa.

2) C’è sempre una prima volta, un inizio che si perde nella memoria,
che cosa ti ha spinto a pubblicare?

R: La decisione di pubblicare su carta, dopo anni di pubblicazioni in
rete, è nata a seguito di numerose mail inviatemi da sconosciuti internauti
che, nell’apprezzare i miei racconti, avevano rilevato il limite del mezzo
telematico, privo di quelle sensazioni tattili, visive e olfattive che
solo il libro stampato è in grado di offrire. I loro inviti mi hanno spinto
a pubblicare i Racconti Notturni in forma cartacea, opera nata per la
rete e trasferita su inchiostro per soddisfare quella sorta di feticismo che
accomuna i lettori tradizionali.

3) Che differenza credi ci sia tra l’autopubblicazione e la pubblicazione
con case editrici?

R: Bisogna capire cosa si intende per autopubblicazione dal momento
che, accanto alla classica pubblicazione a pagamento, si è da tempo
affiancato il print on demand che è una forma di autopubblicazione meno onerosa e
vincolante. L’autopubblicazione rappresenta spesso l’unico modo per
potere accedere al pubblico dei lettori dal momento che le case editrici
difficilmente pubblicano un esordiente, e questo indipendentemente dal
valore intrinseco della sua opera. Ci sono innumerevoli casi di autori
importanti che ai loro esordi ne hanno fatto ricorso. Penso a Saba,
Svevo, Moravia, Camilleri, nomi che testimoniano la tradizionale, scarsa
attenzione riservata dai nostri editori ai giovani scrittori. Le giustificazioni
di tale miopia, che all’apparenza traggono origine dal rischio
connesso alla pubblicazione di un autore sconosciuto, nella realtà manifestano
l’incapacità nel sapere o volere ricercare nuovi talenti. Internet e il print on
demand hanno scompaginato le carte permettendo a molti nuovi scrittori di
ritagliarsi spazi prima loro negati, svincolandosi dagli editori i
quali paradossalmente non hanno visto la cosa di buon occhio. Da qui le
“filippiche” contro la rete e l’autoproduzione in nome di una
millantata superiorità qualitativa delle opere editate. In verità basta scorrere
gli scaffali di una libreria per rendersi conto di come la presenza di una
casa editrice non fornisca di per sé alcuna garanzia in merito alla qualità
di un’opera. Con l’avvento poi degli e-book l’autoproduzione ha fatto il salto di
qualità offrendo all’autore la possibilità di affidare i propri scritti a
giganti della distribuzione come Amazon, che demandano al mercato il successo o
meno di un’opera. I casi di Amanda Hocking e Stephen Leather, scrittori
indipendenti i cui ­e-books vengono scaricati migliaia di volte al
giorno, segnano in tal senso una svolta epocale. Purtroppo i nostri editori,
invece di cavalcare la tigre investendo su nuovi talenti (l’e-book, ricordo,
non determina invenduti) e aumentando i compensi ai propri autori, si sono
chiusi a riccio offrendo pochissimi libri elettronici e a prezzi esorbitanti
che al momento ne scoraggiano la diffusione. Sono mere illusioni,
piccoli argini destinati a crollare sotto il peso crescente dell’innovazione
tecnologica. In questo contesto penso che lo scrittore avrà sempre meno
bisogno di un editore. Il tempo del suo imprimatur volge dunque al
termine, spazzato via dalle nuove tecnologie e dal rapporto sempre più diretto
tra scrittore e lettore.

4) Cosa hai fatto personalmente per publicizzare il tuo libro (invio
deltesto a riviste online e cartacee: indicare quali; presentazioni:
indicare dove; creazione su facebook di una pagina fan; interviste radiofoniche presso quali emittenti ecc)

R: Il libro è stato recensito su molte riviste e quotidiani quali La
Repubblica, Il Giornale di Sicilia, La Sicilia, Cult, I love Sicilia ma
già in precedenza i racconti erano stati oggetto di attenzione da parte del
Corriere degli Italiani di Zurigo, del Duemila, di Speaker’s Corner
(il sito della casa editrice RCS), del sito di “Turisti per Caso”. Ho affiancato
al mio sito una pagina Facebook nella quale ho privilegiato il dialogo coi
lettori mentre, per ciò che attiene i contatti col pubblico, ho tenuto
numerose presentazioni presso biblioteche, scuole e caffè letterari di
varie città siciliane.

5) Quali consiglio daresti a chi sta per la prima volta affrontando il
suo pubblico durante una presentazione per superare il blocco della parola?

R: Non saprei fornire suggerimenti se non quello di affidarsi al
proprio istinto e al proprio cuore. Le parole verranno da sé

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