Intervista a Claudia de Lillo

 

1) Che cosa è cambiato nella tua vita dopo la pubblicazione del tuo libro? Cosa ti ha donato questa esperienza?

Certamente il libro mi ha dato maggiore visibilità. La campagna stampa per la promozione, grazie alla casa editrice, è stata massiccia e questo a aiutato a darmi popolarità. Nella mia vita privata la pubblicazione dei libri (nonsolomamma e nonsolodue) non ha cambiato nulla. L’esperienza mi ha dato sicurezza in me stessa. Sono stata in televisione e alla radio e ho fatto moltissime presentazioni in libreria. Inizialmente andavo nel panico ogni volta che dovevo parlare in pubblico. Poi ho imparato e ora sono più disinvolta. Il che serve anche nella vita “vera”.

2) C’è sempre una prima volta, un inizio che si perde nella memoria, che cosa ti ha spinto a pubblicare?

Una sera ricevetti un messaggio di posta elettronica, Da una editor di Tea. Mi diceva che il blog le piaceva molto e che le sarebbe piaciuto incontrarmi per parlare dell’eventuale pubblicazione del libro. Questo è stato il mio inizio nell’editoria.

3) Che differenza credi ci sia tra l’autopubblicazione e la pubblicazione con case editrici?

Credo che, se la casa editrice è seria, a parte i guadagni, che comunque non sono mai enormi, la pubblicazione tradizionale ti consente l’ingresso su canali più ampi e l’accesso a un pubblico maggiore. Inoltre una casa editrice, sempre che sia seria, ti offre la professionalità di editor che ti segue e magari ti insegna alcune cose, oltre a una garanzia in teoria più oggettiva sul merito e sulla pubblicabilità di quanto hai scritto.

4) Cosa hai fatto personalmente per publicizzare il tuo libro (invio del testo a riviste online e cartacee: indicare quali; presentazioni: indicare dove; creazione su facebook di una pagina fan; interviste radiofoniche presso quali emittenti ecc)

Premetto che tutto quello che ho fatto per pubblicizzare i libri l’ho fatto tramite la casa editrice e non di mia iniziativa, credo di avere fatto tutto quello che si poteva, soprattutto per il primo libro. Sono andata in televisione (Rai e La7), in radio (Rai, 105, Radio Lombardia, 101, Radio24, Reporter, Capital e altre) e ho rilasciato interviste a quotidiani e riviste.

5)  Quali consiglio daresti a chi sta per la prima volta affrontando il suo pubblico durante una presentazione per superare il blocco della parola?

Io consiglio di non fingere di essere qualcun altro. La spontaneità, anche nelle sue imperfezione, paga sempre. Bisogna cercare di essere se stessi e non nascondere la propria emozione. E’ il modo migliore per farla passare.

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