GLI AFORISMI

 

Negli ultimi anni mi è capitato di interessarmi sempre maggiormente al mondo degli aforismi, sono sempre stata amante dei libri, delle parola narrativa, ma  la mia attenzione non si era mai soffermata a lungo su questa espressione letteraria, molto probabilmente complice l’uso che se ne fa sui social, mi ha indotto ad approfondire l’argomento.

L’aforisma è una massima che esprime in forma sintetica un pensiero morale o un sapere pratico. La parola aforisma deriva dal greco aphorismòs e vuol dire “definire l’orizzonte” e da apò (delimitare, confinare) e da horízein (orizzonte).  Esso non si costruisce a tavolino, nasce come un’illuminazione, non per intenti didascalici o per ostentazione di saggezza, ma per trasmettere verità estemporanee che alcuni momenti di forte intensità hanno suggerito. Massime, aforismi e metafore hanno una storia millenaria essendo la rappresentazione più antica della saggezza delle grandi culture. da quella cinese e in Occidente a partire da Ippocrate (460-377 a. C.). Col passare dei secoli gli aforismi sono diventati un vero e proprio genere letterario in particolare nella Francia del Seicento.  I due massimi esponenti del genere, furono il matematico e fisico Blaise Pascal (1623-1662) – a lui si devono il Triangolo di Pascal,  – e François de La Rochefoucauld (1613-1680), aristocratico e cortigiano. . Uno degli aforismi più famosi del primo autore  è:

«Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce»

Le Massime di François de La Rochefoucauld invece sono laiche, prive di qualsiasi intento moralistico e spesso ciniche. Un esempio degli aforismi di La Rochefoucauld è:

«Il più delle volte, le nostre virtù sono soltanto vizi camuffat

Nel Settecento si distingue la figura dei poeti La Rochefoucald (1613-1680) e nel Novecento  quella di Nietzsche da cui  furono influenzati  molti pensatori   Si ricordano: il Manuale del rivoluzionario di George Bernard Shaw, gli aforismi dell’autore satirico austriaco Karl Karus, gli Aforismi di Zrau di Franz Kafka, II libro dell’inquietudine  di Fernando Pessoa,  Al culmine della disperazione di Emil M. Cioran, Strada a senso unico  di Walter Benjamin, L’ombra e la grazia  di Simone Weil e Minima moralia di Theodor Adorno.

Ma qual è la potenza degli aforismi? Essi sono una forma universale di comunicazione e uno strumento di condivisione e diffusione di convinzioni sulla vita espresse da una data cultura. Nella vita quotidiana offrono un conforto laddove impera la desolazione del razionale. Gli aforismi intercettano il livello della mente “non razionale” poiché utilizzano un linguaggio suggestivo .

Personalmente trovo che siano un toccasana per lenire stati d’animo dolorosi e utilissimi per far riflettere.

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